Por Upsocl
24 agosto, 2021

La famiglia che ha tenuto rinchiusa Madalena Giordano è stata obbligata a restituire fino all’ultimo centesimo tutto quel che a questa donna è stato vietato. Ed in più, la vittima ha ricevuto un appartamento e un’automobile, quest’ultima dal valore di 14 mila dollari.

In giro per il mondo continua ad esserci gente che crede che la schiavitù sia cosa del passato, una realtà ormai obsoleta. Ma non è affatto così, soprattutto in America Latina. Uno dei casi più conosciuti è quello di Madalena Giordano, una donna che ha lavorato in condizioni molto simili alla schiavitù per ben 38 anni.

Recentemente, Madalena è riuscita ad ottenere la libertà dopo alcune indagini effettuate sulla famiglia per la quale lavorava in condizioni disumane. Per sua sfortuna, non aveva nessun contratto, non le davano nessuno stipendio, non è mai andata in vacanza e non è mai uscita a fare una semplice passeggiata. Un incubo, una prigione che l’ha divorata giorno dopo giorno, a detta di Globo.

Globo

Dopo essere stata messa da parte dalla società, intrappolata in innumerevoli faccende domestiche, come stirare, lavare e cucinare, questa schiava è stata finalmente liberata. Inoltre, la giustizia brasiliana ha deciso che il suo rapitore, Dalton César Milagres Rigueira, avrebbe dovuto restituirle 14 anni di stipendio!

E grazie al cielo, questo giorno è arrivato. Secondo quanto si legge sul sito So Noticia Boa, la famiglia impossessatasi di Madalena ha dovuto pagare un risarcimento di 131.380 dollari. E oltre a questo, la prigioniera ha ricevuto un appartamento (lo stesso in cui ha lavorato) e un’auto di 14 mila dollari.

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Come ha affermato l’avvocato di Madalena, Alexander da Silva Santos, tale decisione è stata accolta con gioia dalla donna. “Per noi è una vittoria, perché anche se da un lato abbiamo ottenuto meno di quel che ci aspettavamo, è anche vero che questi processi normalmente durano parecchio. Ma noi ce l’abbiamo fatta”.

Anche se ha ricevuto l’appartamento in cui lavorava, Madalena ha già pensato di venderlo a causa dei tristi ricordi che questo le provoca. “Non ho alcuna intenzione di viverci, perché mi tornano in mente tanti ricordi deprimenti“.

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Giorni fa, ha festeggiato il suo primo compleanno in libertà, uno dei tanti sospiri di sollievo dopo anni di angoscia. Adesso può finalmente dedicarsi ad altre attività che prima non aveva mai potuto realizzare, come ad esempio andare in spiaggia. Ecco le sue parole liberatorie: “Oggi sento di essere libera. Sono libera. Ho la mia libertà“.

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Occorre precisare che il caso della signora Giordano è servito per avviare delle indagini esaustive in Brasile per quanto riguarda le persone costrette a lavorare in condizioni di schiavitù. Ed è per questo che, da quando la sua storia è venuta allo scoperto, sono state liberate altre 15 persone che vivevano la sua stessa realtà.

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