Por Upsocl
7 septiembre, 2021

“Non credevo di poter essere capace di una cosa del genere. Non ne sono orgogliosa, ma almeno, adesso so che non farà del male a nessun altro. Non sono una persona cattiva, ma riconosco di aver fatto qualcosa di brutto. Non l’ho mai negato. Mi hanno punita per questo. Non ucciderò più nessuno. Io non sono un’assassina, non mi vedo così”, ha confessato Sarah Sands, dopo essere uscita di prigione, un posto nel quale ha dovuto vivere a partire dal 2015.

Quel che è accaduto a Sarah Sands è qualcosa di veramente atroce. Ma è impossibile non mettersi nei suoi panni.

Il suo martirio ha avuto inizio nel 2014, dopo essersi resa conto degli abusi che il figlio subiva da una persona della quale si fidava, Michael Pleasted, un uomo di 77 anni. 

“Ho fatto quel che avrebbe fatto qualsiasi madre”, ha confessato dopo essere uscita dal carcere e aver scontato una condanna che aveva ricevuto per un motivo ben preciso: aveva tolto la vita all’uomo che aveva abusato del suo bambino. 

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Nella foto appare la signora Sands, proprio nel momento in cui è stata dichiarata colpevole.

L’anziano, trasformatosi in mostro, aveva alle spalle ben 24 condanne per delitti sessuali, a detta delle autorità. Aveva addirittura cambiato nome per non essere scoperto e poter continuare ad agire indisturbato.

“Non credevo di poter essere capace di una cosa del genere. Non ne sono orgogliosa, ma almeno, adesso so che non farà del male a nessun altro. Non sono una persona cattiva, ma riconosco di aver fatto qualcosa di brutto. Non l’ho mai negato. Mi hanno punita per questo. Non ucciderò più nessuno. Io non sono un’assassina, non mi vedo così. Ma non mi pento di quel che ho fatto. Ero una madre disperata”.

–Ha confessato Sarah, attraverso The Sun

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Questa madre di 5 figli si era resa conto, all’inizio del 2014 che il vicino di casa aveva abusato sessualmente di suo figlio, Bradley. A quei tempi, l’anziano si era avvicinato al ragazzino dodicenne per offrirgli un lavoretto in un negozio di sua proprietà.

Lei si è rivolta alle autorità, alla polizia e ai servizi sociali ma nessuno l’ha ascoltata.

Sarah, dopo essere uscita di prigione (Olivia West – News Group Newpap)

Sarah pensava fosse una buona idea per portare a casa qualche soldo in più. Inoltre, voleva che il piccolo cominciasse a familiarizzare con il mondo del lavoro e diventasse più indipendente. 

Non vi era alcun motivo per non fidarsi di “Mick”.

Pian piano, ha raccontato Sarah, il ragazzino aveva perso interesse nel lavoro. Dopo qualche giorno ha saputo che il vecchietto era stato accusato di abusi sessuali. L’uomo si era scagliato su altri bambini della zona. Bradley in quel momento aveva negato di essere stato abusato, ma la madre aveva dei sospetti. Ha chiesto aiuto ovunque, ma nessuno l’ha ascoltata.

Sarah, dopo essere uscita di prigione (Olivia West – News Group Newpap)

I giorni passavano e alla fine il figlio ha esternato tutto il suo dolore, davanti a lei.

La polizia ne era al corrente ma nonostante ciò, non aveva affatto arrestato Mick, il quale era tornato tranquillamente a casa, senza il castigo che meritava, pronto a perpetuare le sue squallide azioni. Così, Sarah ha deciso di agire con le sue stesse mani.

“Ho visto mio figlio piangere, strapparsi i capelli, urinarsi addosso, tremare e piangere. Ripeteva: ‘Avrei dovuto dirtelo prima, mamma’. È stato abusato da quest’uomo sia nel negozio che a casa sua. Ero su tutte le furie, il mio cuore era completamente a pezzi.

Ho bevuto due bottiglie di vino, sono tornata nella mia vecchia casa, mi sono inginocchiata sostenendo una foto dei miei figli, gridando come una matta. Non ero riuscita a piangere prima, perché Bradley era sempre accanto a me. Mi sentivo in colpa per non averlo protetto e questo mi stava consumando dentro. Così, non ho esitato a prendere il coltello e sono andata di corsa a casa di Mick.

Ero andata per convincerlo ad ammettere quel che aveva fatto, perché altrimenti avrebbe dovuto testimoniare tutto mio figlio, e io non volevo traumatizzarlo ulteriormente. Mick mi ha aperto la porta e mi ha sorriso. Ma ad un certo punto il suo sguardo si è incupito. Non mi ascoltava, era freddo, arrogante, brusco. Non era più quel vicino di casa gentile e tranquillo che avevo conosciuto. L’ho colpito alla fronte, lui ha afferrato la mia mano, ma io non avevo intenzione di risparmiarlo. Ho perso il controllo. Non potevo lasciarlo in libertà, qualcuno doveva proteggere tutti quei bambini innocenti”.

–Ha raccontato Sarah, come riporta The Sun–

Sarah, dopo essere uscita di prigione (Olivia West – News Group Newpap)

Con quel coltello da cucina, la donna ha inflitto all’uomo 8 colpi.

Successivamente, Sarah è stata ripresa dalle telecamere di sicurezza e ha dovuto confessare l’omicidio, in lacrime, davanti alle forze dell’ordine. È stata condannata a 4 anni di prigione, e una volta fuori, ha detto di non essere per nulla pentita di quel che aveva fatto e ha ricevuto l’appoggio della sua famiglia. In molti si sono messi nei panni di questa madre e l’hanno difesa a spada tratta.

Oggi, Bradley ha 19 anni ed è uscito dall’anonimato per raccontare la sua esperienza come vittima e aiutare, inoltre, sua madre a scrivere un libro intitolato “Loss of Control” (Perdita di controllo)

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