Por Upsocl
16 septiembre, 2021

Alcuni ricercatori dell’European Journal of Archaeology hanno rinvenuto in Finlandia, in una tomba millenaria, degli oggetti che in passato sono appartenuti ad una persona non binaria. Le società medievali “avevano un approccio più fluido in merito all’identità di genere”, avrebbero affermato alcuni archeologi.

Quando pensiamo alle civiltà del passato, ci vengono in mente società ermetiche, “tradizionali” in quanto all’identità di genere e ai ruoli. Tuttavia, vi è un’ultima scoperta realizzata in Finlandia da un gruppo di archeologi che potrebbe contraddire questa teoria.

Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico The Guardian, alcuni ricercatori dell’European Journal of Archaeology hanno effettuato degli studi su una tomba risalente a 1000 anni fa, scoperta nel comune di Hattula, situato nella parte meridionale del Paese nordico.

Veronika Paschenko

E con la scoperta della tomba non sono mancate le sorprese. Infatti, il sepolcro in questione, risalente all’Età del Ferro, contiene degli oggetti che hanno portato gli studiosi a pensare immediatamente ad un individuo non binario, ovvero non identificabile né come uomo né come donna.

La tomba è stata ritrovata nel 1968. Al suo interno erano stati rinvenuti gioielli, spille e altri oggetti femminili, ma assieme a tutto ciò, era stata trovata anche una spada, un’arma che all’epoca rappresentava la mascolinità per eccellenza, dato che i guerrieri erano per lo più uomini.

Finnish Heritage Agency

In un primo momento si credeva che fossero state sepolte due persone, un uomo e una donna. Ma con il passare degli anni e il progredire della tecnologia, ecco che adesso, varie prove del DNA hanno stabilito che si tratta dei resti di una sola persona.

A quanto pare, l’individuo sepolto nella tomba medievale era affetto dalla sindrome di Klinefelter, secondo la quale gli uomini nascono con una copia extra del cromosoma X, una particolarità che può essere riscontrata nell’aspetto fisico, con fianchi più ampi e testicoli più piccoli.

Finnish Heritage Agency

Dopo aver effettuato degli estudio, sul cadavere, i ricercatori sono arrivati ad una conclusione: “Il contesto generale della sepoltura ci fa pensare ad una persona di alto rango che veniva ampiamente rispettata e con un’identità di genere no-binary”.

Una scoperta davvero sensazionale visto che trattandosi di “un ambiente ultra maschile della Scandinavia medievale”, questo guerriero vichingo, a prescindere dai suoi tratti sia maschili che femminili “non solo veniva accettato, ma anche rispettato e stimato”.

Veronika Paschenko

Un esempio che fa luce sul passato, in particolare su un periodo storico che, con sorpresa di tutti “aveva un approccio più fluido in merito all’identità di genere”, una scoperta che sfida gli stereotipi tradizionali sui ruoli sociali.

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