Luis Suárez arrivò a casa a Liverpool aspettandosi l’abbraccio di un campione. Quel giorno aveva segnato quattro gol contro il Norwich City ad Anfield, il 4 dicembre 2013, una data che qualsiasi calciatore conserverebbe come un trofeo.

Ma Sofía Balbi, sua moglie, quella sera non disse una sola parola. Neanche un «complimenti», neanche un «che partita». Niente.
Il giorno dopo, glielo spiegò, e Suárez lo raccontò così: «Per il mondo poteva essere Luis Suárez, ma a casa era ancora lo stesso di sempre». E aggiunse qualcosa che riassume tutto: «A casa non sono il goleador, sono il papà, il marito, quello che lava i piatti».

Oggi, a 38 anni e con 69 gol, è il miglior marcatore di sempre dell’Uruguay e gioca ancora per Inter Miami. Ma quella sera a Liverpool imparò che la gloria rimane in campo.
