Jack Andraka aveva 15 anni quando la morte gli insegnò una domanda scomoda.
Un amico strettissimo della sua famiglia, qualcuno che amava come uno zio, morì di cancro al pancreas a Crownsville, nel Maryland, dopo essere passato dall’essere in salute a ridursi a uno scheletro in soli tre mesi. Jack cercò risposte su Google e trovò una statistica brutale: l’85% di questi tumori viene individuato così tardi che il paziente ha appena il 2% di possibilità di sopravvivere.

In un articolo scientifico trovò l’indizio: una proteina chiamata mesotelina, i cui livelli aumentano nelle prime fasi della malattia. Aveva l’idea, ma non il laboratorio. Inviò 200 email a ricercatori di tutto il Paese e ricevette 199 rifiuti. Solo Johns Hopkins gli aprì le porte.

Sette mesi dopo, con il patologo Anirban Maitra come guida, nacque una striscia di carta capace di rilevare il cancro in cinque minuti, con un’accuratezza superiore al 90%, al costo di appena 3 centesimi. Nel 2012 vinse il primo premio all’Intel International Science and Engineering Fair. La scienza cercava quella risposta da decenni, e si trovava in un adolescente disposto a continuare a insistere 200 volte.