Alcuni turisti portano banconote false nei Paesi poveri per truffare i venditori che non riconoscono la valuta straniera

Por Sebastián Jerez
23 June, 2026

Un venditore porge la mano e riceve quello che sembra denaro straniero. Lo guarda. Non conosce quella valuta. Lo accetta. Consegna la sua merce, dà resto vero e continua la sua giornata senza sapere di essere appena stato derubato.

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È esattamente questo che mostra una tendenza che circola sui social media: turisti che viaggiano nei Paesi in via di sviluppo portando banconote contraffatte, sapendo in anticipo che i venditori locali non hanno modo di capire se una banconota straniera sia autentica oppure no. La logica della truffa è brutale nella sua semplicità: il denaro sembra legittimo perché nessuno in quel mercato l’ha mai visto prima. E funziona.

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Quello che alcuni chiamano un «travel hack» è, in termini concreti, rubare a chi può permettersi meno di subire la perdita. Non a una banca o a una società: a un venditore ambulante con una scatola di monete sul tavolo. Il fatto che venga filmato e condiviso come contenuto rende tutto considerevolmente peggiore.

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