
Tony Alsup non perse tempo.
Questo camionista di 51 anni di Greenback, Tennessee, comprò uno scuolabus per 3.200 dollari, ne tolse i sedili e lo riempì di gabbie. Sul fianco scrisse «Rifugio di emergenza per il salvataggio degli animali». Quando l’uragano Florence si stava avvicinando alla costa orientale degli Stati Uniti nel settembre 2018, partì da casa con un unico obiettivo: arrivare prima che arrivasse l’acqua.

Raggiunse i rifugi sovraffollati di North Myrtle Beach, Dillon, Georgetown e Orangeburg, in South Carolina, poche ore prima della tempesta. Portò via 53 cani e 11 gatti, 64 vite in tutto.
Ma non cercava gli animali più facili da dare in adozione. Si concentrò soprattutto sui cani di grossa taglia, quelli meno «desiderabili», quelli che quasi nessuno voleva. Il suo motto era semplice: «Nessuno viene lasciato indietro». Promise persino di pagare il carburante, o anche una barca, pur di riuscire a portarli via da lì.

Li portò in un rifugio privato a Foley, Alabama, dove ricevettero bagni, coperte e le prime cure.
E non era la sua prima missione. Aveva già usato il suo autobus per salvare animali durante gli uragani Harvey, Irma e Maria. Per Tony, quel veicolo giallo era diventato una sorta di Arca di Noè su ruote.
