Kim Sly conosceva bene Bryce Laspisa. Quando quella notte del 2013 lui la chiamò per porre fine alla relazione, dicendole «staresti meglio senza di me», qualcosa non tornava. Informò la madre del giovane che non riteneva fosse nelle condizioni di guidare fino al Sierra College, dove studiava. Nessuno immaginava che sarebbe stata l’ultima volta in cui qualcuno avrebbe parlato con lui con certezza.

Bryce, 19 anni, di Laguna Niguel, in California, guidò per ore nelle prime ore di quella mattina. Si fermò a Buttonwillow, nella contea di Kern, dove rimase senza carburante. Un agente stradale lo aiutò e, non vedendo motivi di allarme, lo lasciò proseguire. Fu l’ultimo contatto umano confermato prima che di lui si perdessero completamente le tracce. La sua Toyota Highlander fu trovata ribaltata ai piedi di una scarpata di cinque metri vicino al lago Castaic, a nord di Los Angeles. Il lunotto posteriore era in frantumi. Il portafoglio, il telefono e il computer erano rimasti all’interno. Di lui non c’era traccia. Elicotteri e squadre di ricerca setacciarono la zona senza trovare il minimo indizio. A più di un decennio di distanza, l’ufficio del procuratore della California lo sta ancora cercando: Bryce Laspisa risulta ancora ufficialmente scomparso.

