Jérémy Doku ha ricevuto la notizia poco prima della partita. Sua moglie Shireen stava per partorire a Londra, e lui era a Los Angeles, in allenamento con il Belgio per la Coppa del Mondo 2026. La Federazione belga non ha esitato: ha autorizzato il viaggio, ha messo un medico della squadra sull’aereo, e Doku è partito. Il 22 giugno, mentre il Belgio pareggiava 0-0 contro l’Iran senza di lui, l’ala del Manchester City stava conoscendo Praise, il suo primo figlio.

Quello che è successo dopo ha sorpreso tutti. France Pierron, presentatrice del canale L’Équipe, ha detto che il parto è «un momento disgustoso in cui il padre è inutile» — e la reazione è stata immediata e travolgente. L’Équipe ha diffuso delle scuse pubbliche. La Professional Footballers’ Association della Premier League ha sostenuto Doku senza esitazione. Giocatori, allenatori e milioni di persone sui social media si sono schierati dalla sua parte.

Doku si è già riunito alla squadra a Seattle. Non è il primo: Fabian Delph ha fatto lo stesso in Russia 2018, e David de Gea ha ricevuto un permesso simile dal suo club. Ma il suo caso è andato oltre, perché nel mondo del calcio del 2026, scegliere di essere un padre prima che una stella sembra ancora essere un atto che ha bisogno di essere difeso.
