Carrie ha trascorso 21 anni a crescere suo figlio con autismo, finché un giorno ha ricevuto un messaggio che l’ha lasciata senza parole e piena di sensi di colpa

Por Alexander López
30 June, 2026

Il 22 settembre 2025, Carrie Cariello si trovava nella sua casa nel New Hampshire quando ha ricevuto un messaggio da suo figlio Jack, 21 anni, con autismo di livello 1. Diceva:

“Hai preso Tylenol mentre eri incinta di me?’. Poche domande possono avere un peso così grande in così poche parole.

A scatenare tutto è stato l’annuncio della amministrazione Trump e di RFK Jr. su una nuova raccomandazione della FDA che collega l’acetaminofene durante la gravidanza all’autismo, e Jack l’aveva visto.

Carrie, che ha scritto libri e un intero blog su cosa significhi amare un figlio con autismo, che il mondo non sempre capisce, si è ritrovata all’improvviso a rispondere a una domanda che non aveva una risposta chiara: la scienza, infatti, non ha confermato alcun nesso causale.

Organizzazioni come Johns Hopkins e Yale University hanno esaminato la questione e non hanno trovato prove conclusive.

Ma la scienza non arriva sempre prima del senso di colpa. E Carrie sa bene cosa significhi portarsi addosso quel senso di colpa senza che nessuno glielo tolga.

Ciò che rende straordinaria questa storia non è la controversia politica o la questione medica. È il fatto che un figlio adulto, con autismo e una vita pienamente funzionale, che vive in un programma residenziale assistito, abbia pensato a sua madre quando ha voluto capire il mondo e perché è com’è.

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