Sono fotografie dello stesso posto scattate a 16 anni di distanza, ma potrebbero facilmente sembrare due ristoranti completamente diversi.
Un confronto su Google Street View mostra com’era un McDonald’s nel 2009: un tetto rosso, enormi archi gialli, fiori, erba e persino palloncini di diversi colori.

Nell’immagine del 2025, praticamente tutto questo è scomparso.
L’edificio ora ha linee rette, pareti grigie e nere, legno e un piccolo arco dorato come principale tocco di colore.
«Vorrei che qualcuno mi spiegasse perché i colori sono scomparsi», ha scritto un utente condividendo il confronto, che ha superato 16 milioni di visualizzazioni.

Ma la trasformazione non è avvenuta da un giorno all’altro.
A partire dalla metà degli anni 2000, McDonald’s ha iniziato ad abbandonare gradualmente l’estetica dei colori primari che aveva caratterizzato i suoi ristoranti. L’azienda ha introdotto legno, mattoni, tonalità terrose e spazi più confortevoli, nel tentativo di creare un’esperienza più simile a quella di una caffetteria.
Anni dopo, i nuovi concept hanno spinto ulteriormente il cambiamento, con facciate minimaliste, vetro, cemento, legno e colori neutri, mentre i ristoranti hanno aggiunto chioschi digitali e ordinazioni tramite cellulare.
Il confronto ha finito per scatenare un dibattito che va ben oltre gli hamburger.


Per alcuni, il nuovo design appare più elegante e moderno. Per altri, è un altro esempio di come ristoranti, marchi e spazi quotidiani abbiano rinunciato ai loro colori in favore di un’estetica grigia e minimalista.
E guardando le due fotografie una accanto all’altra, la differenza è difficile da ignorare:
McDonald’s ha ancora i suoi archi dorati, ma il ristorante colorato che molti ricordano è sempre più difficile da trovare.
