Karius non ha pianto dopo aver vinto un’altra partita.
Qualche anno fa, il suo nome era sinonimo di errore. Due suoi errori nella finale di Champions League del 2018 contro il Real Madrid costarono il titolo al Liverpool, e divenne lo zimbello del mondo.

Quello che pochi videro fu la depressione che ne seguì, i mesi in cui si chiedeva se sarebbe mai riuscito a parare di nuovo senza che gli tremassero le mani e in cui pensava di ritirarsi.
Non ci fu alcun colpo di fortuna né una rapida rivincita. Karius si ricostruì lontano dai riflettori, partita dopo partita, finché si guadagnò un posto in Bundesliga.

Oggi, ormai uno dei portieri di spicco dello Schalke 04, è stato nominato migliore in campo contro il Bayern Monaco. Mettendo fine alla striscia di 58 partite consecutive in cui il Bayern aveva segnato.
Una porta inviolata, il riconoscimento in mano e il sapore della rivincita che torna ad assaporare dopo tanti anni, da quella notte in cui il mondo intero rideva di lui.
