Néstor Rodríguez, deputato boliviano del partito Alianza Unidad, ha presentato all’Assemblea Legislativa una proposta dal nome burocratico: Programma Nazionale di Reintegrazione Sociale Integrale. Dietro quel titolo neutro si celava una misura drastica: sterilizzare forzatamente, con autorizzazione giudiziaria, le donne senza dimora con problemi di dipendenza da droghe.

Il 15 luglio 2026, a La Paz, Rodríguez l’ha difesa senza mezzi termini: la sterilizzazione «sarà effettuata obbligatoriamente» per raggiungere tutte le donne vulnerabili che vivono nelle strade boliviane. Secondo le sue stesse stime, nel Paese ci sono circa 18,000 persone senza dimora, 4,000 delle quali a Santa Cruz.

L’Ufficio del Difensore civico ha risposto che la proposta violava i diritti umani fondamentali: dignità, integrità e libertà riproduttiva. Quelle settimane di reazioni pubbliche negative sono bastate perché Rodríguez iniziasse a valutare la sostituzione della parola «sterilizzazione» con metodi contraccettivi permanenti, sebbene il resto del piano rimanga in vigore.

