Yan Diomandé aveva 18 anni e aveva appena esordito contro il Real Madrid quando squillò il telefono dalla Costa d’Avorio.

Dall’altra parte, senza girarci intorno, gli dissero che sua sorella Roxane, di appena 15 anni, era morta: qualcuno aveva messo qualcosa nel suo drink durante una festa nel 2025 e lei non si era mai più svegliata. Mesi dopo, il calciatore scrisse una lettera pubblica intitolata ‘Cara Roxane,’ in cui confessava di non essere riuscito nemmeno a piangere quel giorno, di non avere ancora risposte e che l’unico modo che aveva trovato per non dimenticarla era trasformare il dolore in lavoro.

Nella lettera, ricorda che, ancora prima di avere veri scarpini da calcio, sua sorella diceva a tutti che sarebbe diventato il migliore del mondo. Quella promessa lo portò ai Mondiali del 2026, dove brillò con la maglia della Costa d’Avorio, e finì per firmare con il Real Madrid come uno dei trasferimenti più costosi nella storia del club. Ogni gol, dice, porta il nome di Roxane.
