Eleazar aveva appena quarant’anni quando lasciò Muna, nello Yucatán, deciso ad attraversare il confine con gli Stati Uniti.

Non ci riuscì mai del tutto. Fu deportato da qualche parte lungo il confine, e fu lì che il filo si spezzò: venticinque anni senza una telefonata, un indirizzo o sapere se fosse ancora vivo. A Tijuana lo conoscevano come «Don Caballito», un venditore di tacos della Zona Norte che dormiva dove capitava. A Muna lo ricordavano come «Profe Chalo», quello che era partito e non era mai tornato.

Un video girato in una discarica del quartiere Libertad ha cambiato tutto. I suoi parenti del quartiere San Andrés lo hanno riconosciuto sullo schermo e hanno mobilitato il collettivo Operación Rescate Rodríguez e il governo municipale di Tijuana. Oggi Eleazar ha 66 anni, il corpo segnato da due decenni trascorsi per strada e una famiglia che non ha mai smesso di cercarlo.

