Il 9 maggio 2009, in una finale del Campionato Sudamericano Under-17 giocata in Cile, un portiere brasiliano di nome Luis Guilherme parò dei rigori contro l’Argentina e strappò il titolo al giovane Emiliano Martínez. In quella stessa nazionale brasiliana giocavano Neymar, Coutinho, Casemiro, Alisson, Danilo e Alex Sandro — una generazione che avrebbe lasciato il segno nel calcio mondiale. 🏆

Eppure, Guilherme non si avvicinò minimamente a tutto questo. Rifiutò un’offerta dell’Arsenal — proprio lo stesso club che, come emerse in seguito, spostò la sua attenzione su Dibu nelle giovanili dell’Independiente — e la sua carriera svanì prima del tempo. Condivise persino un appartamento con Alisson Becker durante gli anni del settore giovanile, ma mentre il suo ex coinquilino stava diventando uno dei migliori portieri del mondo, lui finì per allontanarsi dal calcio senza alcuna spiegazione chiara. 😶

Nel settembre 2025, Guilherme ha raccontato a UOL Esporte di aver perso i contatti con tutti i suoi ex compagni di squadra e di aver vissuto «il lato oscuro del calcio». Oggi lavora come psicologo. Dibu Martínez, il portiere che batté in quella finale giovanile, è campione del mondo. Due portieri, una stessa notte nel 2009, destini impossibili da immaginare. 🌍🧤

