«Erano come figli miei»: il difficile lutto di un’insegnante dopo aver perso più di 200 studenti nel terremoto in Venezuela

Por Josefina Reyes
22 September, 2026

Madeleine Cova arrivava al liceo prima che suonasse la campanella, e gli studenti erano già lì ad aspettarla, riuniti in gruppi.

«Made, benedicimi», la chiamavano. Insegnava Lingua e Letteratura spagnola a La Guaira ed era la docente coordinatrice di una classe del secondo anno della scuola superiore pubblica Juan José Mendoza. I suoi studenti le raccontavano i loro problemi durante la ricreazione, la invitavano alle loro feste di compleanno e si accorgevano se un giorno arrivava stranamente silenziosa. Il 24 giugno, il doppio terremoto che ha scosso il nord del Paese ha causato la morte di più di 230 di quei ragazzi, che lei chiama «i miei figli», e altri 200 risultano ancora dispersi.

Oggi le persone le chiedono perché sia ancora così triste se la sua famiglia sta bene, se a lei non è successo nulla. Cova non riesce a trovare altra parola per spiegarlo: il lutto. Si incolpa per non aver organizzato una gita in quel giorno festivo, per essere andata a Caracas proprio quando cercavano i suoi studenti sotto le macerie. Nei suoi stati di WhatsApp dedica loro delle canzoni. «È come se mi mancasse una parte del corpo», dice, ancora sconvolta.

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