Non è una mancanza d’igiene né una cattiva abitudine. Si tratta di trimetilaminuria, un disturbo metabolico in cui il fegato non è in grado di scomporre un composto chiamato trimetilammina, per cui il corpo finisce per espellerlo invariato attraverso il sudore, l’urina e persino il respiro. Il risultato è un odore di pesce marcio che nemmeno la doccia più lunga riesce a eliminare.

Si stima che ci sia appena un caso ogni 100.000 persone, anche se i medici sospettano che siano molti di più quelli che non ricevono una diagnosi. Chi ne soffre trascorre spesso anni senza una spiegazione, evitando i trasporti pubblici, gli abbracci e gli appuntamenti.

«Sai che c’è qualcosa che ti distingue da tutti gli altri, ma non pensi mai che dietro possa esserci una malattia», racconta un paziente anonimo. Oggi l’unico trattamento possibile consiste nell’eliminare dalla dieta alimenti come uova, pesce e legumi — il cibo diventa un altro ambito di sacrificio.
