Essere albini in Madagascar è una maledizione sempre più fuori controllo

Por Ian Price
1 October, 2026

Landricia aveva 18 mesi quando fu rapita.

Era la mattina presto, a fine maggio, alla periferia di Toliara, nel sud del Madagascar. Tre uomini entrarono in casa di Nicole Soalala, uno con un’ascia e un altro con un pezzo di legno. Picchiarono suo marito fino a farlo svenire e le strapparono la bambina dalle braccia. Landricia era affetta da albinismo.

Giorni dopo, il suo corpo fu ritrovato nella casa di un guaritore tradizionale. La sua testa era in sacchetti di plastica dentro una valigia, a due chilometri da casa.

Il motivo è la superstizione: si crede che gli unguenti ricavati da parti del corpo di una persona affetta da albinismo, soprattutto dagli occhi, portino ricchezza e fortuna. E che i bambini, per via della loro innocenza, ne amplifichino l’effetto.

Secondo un’inchiesta di The Guardian, il 2026 è già l’anno peggiore per gli attacchi in Madagascar: 13 persone uccise, tutte decapitate. L’organizzazione Albinos Madagascar ha confermato che dieci erano minorenni.

Gli attacchi, un tempo concentrati nelle aree rurali più povere, hanno ormai raggiunto città nel sud-est, nell’ovest e nel nord del paese.

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