Stavros Floros non era una celebrità quando è arrivato a Survivor Greece. Aveva solo 21 anni e voleva provare uno dei reality show di sopravvivenza più conosciuti.

Ma una delle attività del programma finì per cambiargli la vita per sempre.
L’11 maggio 2026, mentre pescava sott’acqua durante una pausa dalle riprese nella Repubblica Dominicana, una barca turistica lo colpì con la sua elica. L’impatto gli causò gravi ferite a entrambe le gambe e portò all’amputazione di gran parte della gamba sinistra.

Un passeggero della barca riuscì ad applicare un laccio emostatico e, secondo Floros, quell’intervento gli salvò la vita. In seguito fu trasferito a Miami, dove rimase ricoverato per 61 giorni e subì diversi interventi chirurgici.

Ora, a 22 anni, il giovane sta imparando di nuovo a muoversi e ha iniziato a condividere sui social il suo percorso di guarigione. Ma ha anche deciso di portare il caso in tribunale.

Il 3 settembre ha intentato una causa contro i produttori di Survivor Greece, la società responsabile del programma, l’imprenditore Acun Ilıcalı e l’emittente greca SKAI, tra gli altri, chiedendo più di US$100 milioni. Floros sostiene che la produzione non abbia adottato misure sufficienti per proteggere i concorrenti dalle barche che circolavano nella zona.

La società di produzione, dal canto suo, ha dichiarato che l’incidente è avvenuto al di fuori della competizione e che è intervenuta immediatamente per prestargli assistenza mentre le autorità indagavano sull’accaduto.
La sua storia apre un dibattito molto più ampio del reality show in sé: quanto rischio si dovrebbe consentire in nome dell’intrattenimento?
