Nel 2018, Donald Trump voleva avere un’opera di Vincent van Gogh alla Casa Bianca. Il suo staff contattò il Guggenheim Museum di New York per chiedere in prestito Paesaggio con neve, un dipinto dell’artista olandese.

La risposta del museo fu molto meno convenzionale di quanto probabilmente si aspettasse.
L’allora curatrice capo del Guggenheim, Nancy Spector, spiegò che l’opera non era disponibile per il prestito, ma offrì un’alternativa: «America», un’installazione di Maurizio Cattelan composta da un water perfettamente funzionante, realizzato in oro a 18 carati.

L’opera, che pesava più di 100 chili d’oro, era stata installata in uno dei bagni del museo e poteva essere usata dai visitatori. Cattelan la presentò come un’opera che faceva riferimento al lusso, alla disuguaglianza e al rapporto tra arte e denaro.

Alla fine Trump non ricevette il Van Gogh. Né risulta che abbia accettato l’insolita alternativa del Guggenheim.

L’episodio è diventato una di quelle storie difficili da immaginare se non fosse davvero accaduta: un presidente degli Stati Uniti chiese un Van Gogh e finì per ricevere un’offerta che, letteralmente, avrebbe potuto lasciarlo seduto sull’oro.
