Il buddhismo coreano, che ha visto diminuire il numero dei fedeli dal 2005, sta cercando nuovi modi per entrare in contatto con le generazioni più giovani. L’Ordine Jogye ha trovato un alleato inaspettato: l’intelligenza artificiale. La sua scommessa si chiama Gabi, un robot umanoide che questa settimana è diventato il primo partecipante non umano a completare un rituale di iniziazione buddhista.

Il robot alto 130 centimetri, vestito con abiti monastici, si è mosso verso l’altare del tempio Jogyesa di Seoul, ha unito i palmi delle mani e si è inchinato davanti all’assemblea. Quando un monaco gli ha chiesto se si impegnasse a seguire gli insegnamenti del Buddha, Gabi ha risposto: «Sì, mi dedicherò a questo».

Il venerabile Sungwon ha ammesso che insegnare a Gabi a unire i palmi delle mani è stato «incredibilmente difficile», ma resta ottimista sul futuro dell’IA. «Non credo che l’IA ci distruggerà», ha detto. La speranza è che i giovani, attratti dalla novità tecnologica, finiscano per tornare nei templi in cerca di qualcosa di più profondo.

