
$20 million. Era quanto la CIA investì negli anni 1960 per creare la spia più insolita della Guerra fredda: un comune gatto con un microfono impiantato nel condotto uditivo e un trasmettitore radio nascosto alla base del cranio. Il progetto si chiamava Operation Acoustic Kitty, e aveva un problema fondamentale che nessun ingegnere riuscì a risolvere: il gatto faceva quello che voleva.
Ma quel felino non fu l’unico animale reclutato da una potenza mondiale. Dagli anni 1960, la Marina degli Stati Uniti addestra delfini e leoni marini a localizzare mine sottomarine e recuperare attrezzature perse sul fondo dell’oceano. E nelle acque norvegesi, qualche anno fa apparve Hvaldimir, un beluga con equipaggiamento che rimandava direttamente all’addestramento militare russo: il suo nome fonde la parola norvegese per balena con il nome Vladimir. Il corpo di Hvaldimir è stato ritrovato nell’agosto 2024.
Piccioni viaggiatori, squali, scoiattoli: l’elenco degli animali con un uso documentato o sospetto nelle operazioni di intelligence è più lungo di quanto immagini, ed è per questo che potrebbero starli usando proprio ora nel conflitto con l’Iran.🐬
