Nella stessa Coppa del Mondo, due giocatori hanno vissuto la nascita del loro primo figlio in modi radicalmente diversi. Leo Østigård, difensore della Norvegia, ha seguito il travaglio della compagna Aurora Eidmann in videochiamata dal ritiro della squadra. Non si è mosso. Suo figlio Atlas è nato mentre i suoi compagni di squadra — compreso Haaland — irrompevano nella sua stanza per congratularsi con lui. «La cosa più bella che abbia mai vissuto in tutta la mia vita», ha detto Ostigard, «completamente esausto».

Jeremy Doku ha fatto il contrario: ha lasciato il ritiro del Belgio, ha viaggiato fino a Londra ed è stato accanto a sua moglie Shireen per la nascita del loro figlio Praise. La sua assenza contro l’Iran è stata giustificata come una «infezione respiratoria». Quando la verità è venuta a galla, una commentatrice di L’Equipe lo ha criticato duramente ed è stata sospesa. Il suo stesso canale ha diffuso un comunicato prendendo le distanze dalle sue parole.

Chi ha preso la decisione giusta: quello che è rimasto per la squadra o quello che ha lasciato tutto per suo figlio?
