Cristina Cubero, rinomata giornalista sportiva spagnola, ricorda un Messi di 14 anni che parlava a malapena nello spogliatoio dell’FC Barcelona. Osservava tutto in silenzio mentre i suoi compagni scherzavano.

Preoccupata perché il ragazzo non riusciva a trovare il suo posto, la giornalista chiamò Ronaldinho e gli chiese di prendersi cura di lui dentro e fuori dal campo. La risposta del brasiliano fu premonitrice: «Mi prenderò cura di lui, ma questo ragazzo sarà migliore di me».

Poco dopo, Leo le fece una domanda che non dimenticò mai: se un giorno avesse giocato per la Nazionale, lei sarebbe stata lì con lui? Cubero rispose di sì senza esitazione.
E quando Messi fu convocato per la prima volta per affrontare l’Ungheria, la chiamò per mantenere quella promessa. Prese un aereo e viaggiò per stare con lui. Lì, tra le battute su quanto fosse silenzioso per essere argentino, Leo rispose con qualcosa che lo definisce ancora oggi: «Preferisco ascoltare. Sono fatto così».
