Loïc De Marie aveva 6 anni quando sua sorella di 4 anni cadde nella piscina della loro casa in Belgio.
Non si mosse. Sapeva nuotare, ma rimase in piedi a bordo piscina mentre lei ingoiava acqua. Anni dopo, già diagnosticato clinicamente come psicopatico, lo raccontò davanti a una telecamera con la stessa calma con cui lo aveva vissuto: «Rimasi lì a guardarla. Stava annegando e cose del genere. E mi chiedevo: e adesso cosa succederà?».

De Marie aiutò sua sorella con una mazza da golf di plastica e la avvicinò alla scaletta: «L’ho salvata, ma dentro di me non ero disposto a tuffarmi in piscina». In seguito spiegò alla madre che non si era tuffato perché indossava vestiti puliti, quindi non provò mai l’impulso di mettersi in pericolo.

La sua testimonianza solleva una domanda scomoda su come una mente elabori il pericolo di un’altra persona senza la paura o l’urgenza che chiunque altro proverebbe.
