La Luna che vedi ogni notte non è grigia. È un’illusione atmosferica.
Marcella Giulia Pace, insegnante di scuola primaria a Cortina d’Ampezzo, in Italia, esce spesso di notte per fotografare la Luna, le congiunzioni e i fenomeni atmosferici. Ma non si tratta solo di premere il pulsante. Molti di questi scatti sono preceduti dallo studio della posizione dei corpi celesti, quindi usa software e conoscenze di astronomia, geografia e meteorologia.


È così che ha trascorso un decennio a fotografare le lune piene da diversi punti del Paese.
Marcella ha detto che poteva trascorrere ore ad aspettare, persino saltando un pasto o facendo una pausa per trovare condizioni interessanti nel cielo.
Durante il lockdown del 2020, ebbe il tempo di esaminare dieci anni di archivi e scelse le 48 immagini più colorate: lune rosse, arancioni, dorate, grigie e persino una Luna di un viola intenso. E sebbene la superficie illuminata del nostro satellite sia naturalmente di un grigio brunastro, gran parte dello spettacolo si manifesta quando la sua luce attraversa la nostra atmosfera. Le molecole dell’aria diffondono più facilmente la luce blu rispetto a quella rossa o arancione, mentre polvere, goccioline d’acqua e persino il fumo degli incendi boschivi possono alterare ulteriormente il colore che raggiunge i nostri occhi. Durante un’eclissi lunare totale entra in gioco anche l’ombra della Terra, che può tingere di rosso la Luna.
Il lavoro di Pace non passò inosservato: la NASA presentò la sua composizione come Astronomy Picture of the Day nel novembre 2020, e National Geographic alla fine le dedicò un articolo. La sua disposizione a spirale, con 48 lune disposte come i petali di un fiore impossibile, dimostra qualcosa su cui poche persone si fermano a riflettere: la Luna può essere sempre la stessa, ma la nostra atmosfera non ci permette mai di vederla esattamente allo stesso modo.
