I Topos del Messico attendono l’autorizzazione della Colombia per sostenere le operazioni di soccorso dopo il terremoto di magnitudo 7

Por Andrea Araya Moya
13 August, 2026

Héctor Méndez, l’80enne ‘Topo Mayor’, aveva già il biglietto per tornare in Messico. La sua squadra aveva trascorso ben 41 giorni a lavorare tra le macerie di La Guaira, in Venezuela, dopo il doppio terremoto di giugno.

Erano a Panama quando arrivò la notizia: un terremoto di magnitudo 7.4 aveva appena scosso San José del Palmar, nel Chocó, in Colombia. Senza riposarsi, senza tornare a casa, la brigata messicana Topos Azteca cambiò rotta e volò direttamente a Bogotá e poi a Cali, portando termocamere e attrezzature di rilevamento Wi-Fi per cercare sopravvissuti sotto le macerie.

Arrivarono nelle prime ore del 12 agosto 2026, mentre il nuovo governo di Abelardo de la Espriella manteneva ancora restrizioni sugli aiuti internazionali. Il sisma aveva già causato più di 230 morti e un’altra brigata messicana, Los Topos de Tlatelolco, aveva affrontato lo stesso rifiuto iniziale. Gli Azteca non aspettarono: arrivarono semplicemente. 🙌

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