In Brasile, c’è un campo in cui agli allenatori non è permesso entrare. Si chiama Peladeiro: terra, pietre e terreno sconnesso, proprio come i campi delle favelas dove sono cresciuti Pelé, Ronaldinho e Neymar.

Il Palmeiras manda lì le sue squadre giovanili una volta alla settimana, e la prima squadra fa lo stesso. All’ingresso, c’è un cartello che spiega tutto: allenatori vietati, solo mentori, uno spazio per la libertà e l’improvvisazione.

Mentre il resto del mondo rinchiude il calcio in schermi di dati e algoritmi, un club brasiliano scommette che la prossima stella emergerà dalla polvere, senza tattiche e senza che nessuno gli dica cosa fare.
