
In Brasile, il Congresso Nazionale sta discutendo una riforma del Codice Penale che imporrebbe fino a 8 anni di carcere a chi presenta false denunce di aggressione, prendendo direttamente di mira l’uso improprio della Legge Maria da Penha nelle controversie per l’affidamento o nei conflitti personali. I suoi sostenitori sostengono che le accuse infondate sovraccaricano il sistema giudiziario e distruggono la vita di uomini innocenti. Ma le organizzazioni per i diritti umani avvertono che la misura comporta un costo invisibile: la paura. Se una donna maltrattata teme di non riuscire a provare l’aggressione e di finire in prigione, semplicemente non la denuncerà. Per loro, la legge non ferma gli abusi, li mette a tacere.

