Sant Rampal siede all’interno di una cabina di vetro climatizzata mentre decine di seguaci fanno la fila per toccargli o baciargli i piedi.

Prima di diventare un guru venerato in India, lavorò per quasi 15 anni come ingegnere presso il Dipartimento dell’Irrigazione dell’Haryana. Lasciò quella vita per fondare il Satlok Ashram e, col tempo, la sua devozione divenne così estrema che i suoi assistenti lo accompagnano portando dei condizionatori portatili, affinché non senta mai caldo mentre cammina.

Dietro quell’immagine si cela qualcosa di molto più oscuro: nel 2014, uno scontro tra i suoi seguaci e la polizia presso il suo ashram di Barwala causò la morte di sei persone. Nel 2018, fu condannato all’ergastolo, anche se nel 2025 l’Alta Corte del Punjab e dell’Haryana ha sospeso la pena mentre viene esaminato il suo appello. Oggi rimane libero su cauzione e i suoi seguaci continuano a mettersi in fila per vederlo.

