Jimmy Choi non dimenticherà mai quella mattina.

Aveva 35 anni, pesava 113 chili e camminava con un bastone a causa del Parkinson a esordio precoce che gli era stato diagnosticato anni prima. Stava portando in braccio suo figlio di 10 mesi, Mason, quando perse l’equilibrio e cadde giù per le scale. Il bambino rimase illeso. Ma l’espressione di orrore sui volti di sua moglie e della figlia Karina gli rimase impressa per sempre.

Da quel giorno, si iscrisse a ogni sperimentazione clinica che fosse disposta ad accettarlo, cercando di capire il proprio corpo. Uno di quegli studi misurava i benefici dell’esercizio fisico, e qualcosa scattò: iniziò camminando per brevi distanze a casa e finì per correre la maratona di Chicago del 2012. Quello stesso anno, Karina, che allora aveva 10 anni ed era una fan di American Ninja Warrior, lo spinse a provarci a sua volta.

Oggi, a 50 anni, Choi ha corso 16 maratone, ha conquistato tre Guinness World Records e ha gareggiato per sette stagioni nel programma al fianco della figlia che lo aveva convinto. Grazie all’allenamento e a una buona alimentazione, ha dimezzato il numero di pillole che assume ogni giorno. Il suo motto è semplice: l’esercizio migliore è quello che continui a fare.

