Moses Mujurizi appare ammanettato e con lo sguardo rivolto verso il basso. È questa l’immagine che il generale Muhoozi Kainerugaba, capo delle Forze di difesa dell’Uganda, ha pubblicato su X il 26 ottobre 2026 per annunciarne la cattura.

Secondo l’ufficiale militare, figlio del presidente Yoweri Museveni, il detenuto avrebbe ucciso e mangiato 38 persone tra il 2010 e il 2025 nei distretti di Masaka, Ibanda e Kazo. Lo ha definito «il peggior serial killer e cannibale della storia dell’Uganda» e ha promesso anche altro: «Lo processeremo in pubblico e lo giustizieremo senz’altro».
Per ora, si tratta di un’accusa del generale, non di una conclusione provata in tribunale. Secondo i media locali, il sospettato è stato arrestato per omicidio e tratta di esseri umani dopo il ritrovamento del corpo di una donna nella regione di Masaka il 28 settembre. È stato inoltre riferito che era stato arrestato più volte nel corso dell’ultimo decennio e che era riuscito a fuggire dalla custodia.

Le autorità stanno indagando su possibili complici e riesaminando i casi di persone scomparse mai risolti. E resta aperta una domanda: le sparizioni cesseranno dopo questo arresto? Perché, purtroppo, non è ancora stato confermato che Mujurizi sia lo stesso uomo descritto nei rapporti della polizia del 2013.

