

Michele Godoi Clark ha pubblicato lei stessa le foto. Il suo viso, 14 giorni dopo un peeling al fenolo, è ancora vivo: pelle rossa, coperta di croste, lucida per l’ustione chimica che sta appena iniziando a guarire.
Eppure lo celebra. Dice che «il risultato è già visibile», che è stato fatto in anestesia, che non fa male «per quanto possa essere difficile da credere». Lo chiarisce con orgoglio: non l’ha fatto in Brasile, perché lì il fenolo è vietato.
Perché è vietato? Perché recentemente un giovane è morto dopo essersi sottoposto alla stessa procedura, eseguita da qualcuno senza alcuna formazione clinica. Il fenolo crea un’ustione controllata che penetra fino al derma — ma senza una vera supervisione medica, può causare di tutto, dalle infezioni e cicatrici permanenti alla tossicità cardiaca.
Michele continua comunque a difenderlo, condivide ogni giorno del processo nelle sue storie e continua a invitare i suoi follower a partecipare.
