Sohbat Khan ha una routine che pratica dagli anni ’60: fuma scorpioni morti.

In alcune zone del Khyber Pakhtunkhwa, in Pakistan, questa pratica viene ripetuta da chi cerca un effetto molto particolare. Essiccano l’animale, lo bruciano e ne inalano il fumo, a volte mescolato al tabacco. A loro dire, il ‘trip’ può durare fino a 10 ore, con alterazioni della percezione così intense che gli oggetti sembrano muoversi, come se tutto ciò che ti circonda stesse ballando.

La cosa curiosa è che la scienza non ha ancora risposte chiare. Il veleno degli scorpioni è composto da peptidi e proteine che attaccano i canali ionici del sistema nervoso e, a dosi normali, può causare dolore estremo, aritmie o insufficienza respiratoria. Nessuno ha studiato approfonditamente cosa succeda quando quel veleno viene bruciato e inalato, quindi ogni testimonianza rimane semplicemente questo: un’esperienza personale, non una certezza medica.
