Jonah Hill accettò di ricevere solo il salario minimo previsto per gli attori (60.000 dollari) per The Wolf of Wall Street, pur di lavorare con Martin Scorsese. «Avrebbe fatto qualsiasi cosa».

Por Andrea Araya Moya
7 October, 2026

Per molti attori, 60.000 dollari per quasi sette mesi di riprese sarebbero stati un motivo sufficiente per negoziare. Jonah Hill aveva un’altra preoccupazione: che potessero cambiare idea e togliergli il ruolo.

Quando gli fu offerto il ruolo di Donnie Azoff in The Wolf of Wall Street, accettò il salario minimo consentito dal sindacato degli attori statunitense, circa 60.000 dollari al lordo di tasse e commissioni. Non provò nemmeno a ottenere di più: chiese che gli inviassero i documenti quella stessa sera, così da poterli firmare prima che qualcuno avesse la possibilità di cambiare idea.

Hill aveva già ottenuto successi con film come Superbad e 21 Jump Street, ma lavorare con Martin Scorsese era uno dei suoi più grandi sogni. «Avrei venduto casa mia e gli avrei dato tutti i miei soldi pur di lavorare per lui», ammise anni dopo.

L’attore riconobbe persino che, guadagnando quella cifra, probabilmente gli era rimasto ben poco una volta pagate le tasse e le commissioni degli agenti. Per lui, però, l’opportunità valeva molto più dell’assegno.

E alla fine ebbe ragione a scommettere sul ruolo: la sua interpretazione gli valse la seconda nomination agli Oscar come miglior attore non protagonista. Guadagnò una frazione di quanto avrebbe potuto chiedere una star del suo calibro, ma ebbe la possibilità di lavorare con il regista con cui sognava di collaborare da anni.

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