Nacho Beristáin lo aveva già detto: salire sul ring con Manny Pacquiao significava affrontare il diavolo in persona. Decenni dopo, Juan Manuel Márquez lo ripete con la stessa certezza.
Nel podcast ‘Posscass De Compass’, insieme a Cuauhtémoc Blanco, il messicano è stato categorico: Pacquiao era più difficile da affrontare per lui rispetto a Floyd Mayweather. Ha spiegato con precisione la differenza.

Mayweather aspettava, arretrava, misurava le distanze. Pacquiao no. Pacquiao gli veniva addosso con più velocità e più potenza di qualsiasi avversario avesse mai affrontato.

E sebbene fosse stato lui a mandarlo al tappeto nel sesto round, l’8 dicembre 2012, a Las Vegas, Márquez ammise qualcosa che pochi campioni confessano: aveva paura.
Un knockout che lui stesso insiste non sia stato frutto della fortuna, ma il risultato dello studio di ogni finta del suo personale carnefice.
