L’eroe dell’esordio della Costa d’Avorio ai Mondiali è stato vittima di tratta di esseri umani a 12 anni

Por Josefina Reyes
19 June, 2026

Aveva 12 anni quando attraversò il confine verso l’Europa. Nei documenti d’immigrazione risultava come figlio di Hamed Mamadou Traoré, il suo allenatore, e di una donna di nome Marina Edwige Carine Teher. Nessuno dei due lo conosceva. Risultava anche come fratello di Hamed Junior Traoré, oggi giocatore dell’Olympique de Marseille. Non c’era alcun legame di sangue tra loro.

I procuratori italiani hanno identificato Amad Diallo, attualmente attaccante del Manchester United e stella della Costa d’Avorio, come uno dei minori africani introdotti irregolarmente attraverso una rete dedita alla falsificazione delle identità. La cosiddetta Operazione Baby Elephant, avviata nel 2015 e conclusa nel 2017 con l’arresto di diverse persone coinvolte, ha stabilito che almeno cinque minori furono fatti entrare clandestinamente nella regione di Reggio Emilia da cinque adulti, tra cui lo stesso Traoré. I minori arrivarono con documenti alterati che cambiavano le loro identità e i loro rapporti familiari.

ENZO GUERRI

Diallo non ha mai parlato pubblicamente di come sia arrivato in Europa né delle origini della sua famiglia biologica, la cui ubicazione rimane sconosciuta. Dopo aver raggiunto la maggiore età, ha rimosso il cognome Traoré dalla sua identità legale. Ora ha 23 anni, è stato ingaggiato dal Manchester United nel 2021 per 28 milioni di euro e ha appena segnato il gol che ha dato alla Costa d’Avorio la vittoria sull’Ecuador ai Mondiali del 2026. La storia del suo caso personale rimane aperta, senza una risposta.

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