«L’hai uccisa». Uomo criticato per aver fatto praticare l’eutanasia alla sua cagnolina affetta da un cancro avanzato: «Non l’ho uccisa, l’ho liberata», ha detto.

Por Diego Aguirre
28 August, 2026

Matahari ormai riusciva a malapena a camminare.

La displasia dell’anca le aveva tolto la mobilità e il cancro avanzava senza controllo. Miguel Fernández, conduttore radiofonico, prese una decisione che molti proprietari di animali temono di dover affrontare un giorno: farla sottoporre all’eutanasia affinché non soffrisse più. Lo ha condiviso sui social media con la ferita ancora aperta, ringraziando la sua cagnolina per ogni anno di compagnia.



La reazione non fu quella che si aspettava. Dozzine di commenti lo criticarono per «averla uccisa», per non averle permesso di «morire naturalmente», e per aver preso una decisione su una vita che non gli apparteneva. Fernández non rimase in silenzio: spiegò che non c’erano stati né abbandono né fretta, bensì un addio con lei al suo fianco fino all’ultimo minuto.

“Non l’ho uccisa, l’ho liberata”, ha scritto, e quella frase ha diviso i social in due fazioni che ancora oggi continuano a discutere se la compassione per un animale sofferente abbia un limite che l’amore non dovrebbe oltrepassare.

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