È successo in diretta, davanti a migliaia di ascoltatori e senza alcun filtro. Il 19 giugno 2026, mentre il Paraguay stava battendo la Turchia 1-0 nel Gruppo D dei Mondiali, l’arbitro salvadoregno Iván Barton ha espulso Miguel Almirón per essersi coperto la bocca mentre parlava con un avversario — una sanzione diretta in base alla cosiddetta «Legge Prestianni». È stato troppo per Jorge ‘Chipi’ Vera, commentatore di ABC Cardinal (Paraguay): in pochi secondi è passato da commentatore ad accusatore. «Ladri!», ha urlato all’arbitro e alla FIFA. «FIFA, avete ucciso il calcio». «Infantino, sei responsabile di questo.» Se l’è presa anche con Alejandro Domínguez, presidente della Conmebol. 🎙️🔥

Quattro giorni dopo, la FIFA ha risposto nell’unico modo possibile: revocandogli definitivamente l’accredito per l’intero torneo. Nessuna possibilità di tornare indietro. Vera si è scusato pubblicamente sui social media e ha inviato una lettera formale all’organizzazione prima di ricevere la sanzione, ma non è bastato. ABC Cardinal lo ha rimosso da tutta la copertura dei Mondiali e ha definito il provvedimento «estremo e sproporzionato» per una colpa riconosciuta immediatamente. Il precedente più vicino è quello di Diego Maradona in Brasile 2014, quando fu espulso per aver criticato la FIFA. 😤

Il Paraguay ha comunque vinto quella partita, con dieci uomini e grazie a un gol di Matías Galarza. Ma ‘Chipi’ Vera è rimasto senza Mondiale. Tutto per colpa di 90 secondi con un microfono aperto. 🇵🇾

