La legge che l’Ecuador ha presentato come «detenuti che lavorano per il proprio cibo» nascondeva qualcosa di molto più grande nelle sue clausole in piccolo

Por Rodrigo Martínez
17 August, 2026

L’Assemblea Nazionale dell’Ecuador ha approvato, il 17 marzo 2026, una legge che impone ai detenuti di lavorare per coprire le proprie necessità in carcere. Ottantaquattro voti a favore, sessantadue contrari, due astensioni. La proposta della deputata Inés Alarcón è entrata nel dibattito pubblico come la soluzione che avrebbe costretto i detenuti a pagare il proprio cibo con il loro stesso impegno.

Ma quell’idea, quella che ha fatto notizia, è solo un pezzo di un pacchetto molto più ampio. Il testo effettivo crea un sistema di intelligence penitenziaria, riclassifica il livello di pericolosità dei detenuti e autorizza le guardie a usare legittimamente la forza. Tutto questo arriva dopo un anno in cui le morti nelle carceri ecuadoriane sono aumentate del 268%, da 331 casi nel 2024 a 1.220 nel 2025.

Il partito di opposizione Revolución Ciudadana ha votato contro, sottolineando che la legge non è accompagnata da un bilancio reale. Il testo attende ora la firma del presidente Daniel Noboa per diventare legge.

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