L’incesto continua a essere uno dei più grandi tabù della società, ma c’è un fatto meno noto: le leggi che lo regolano variano radicalmente da un paese all’altro.
In paesi come Francia, Spagna, Portogallo, Belgio, Paesi Bassi, Argentina, Brasile, Giappone, Corea del Sud e Russia, alcune relazioni sessuali consensuali tra familiari adulti non sono classificate come uno specifico reato in sé. Ciò non significa che questi paesi «approvino» l’incesto o consentano necessariamente il matrimonio tra parenti stretti: si tratta di questioni giuridiche diverse.
La Spagna è un buon esempio. Le relazioni incestuose consensuali tra adulti non costituiscono specificamente il reato di incesto, sebbene vi siano restrizioni al matrimonio tra determinati parenti.

In altri luoghi, è vero esattamente il contrario.
La Germania prevede pene fino a tre anni di reclusione o una multa per alcune relazioni tra ascendenti e discendenti biologici e criminalizza anche le relazioni sessuali tra fratelli biologici.
In Inghilterra e Galles, la legge disciplina esplicitamente anche le relazioni sessuali consensuali tra familiari adulti. La legge riguarda relazioni come quelle tra genitori, figli, nonni, nipoti e fratelli, nonché altri rapporti familiari specificati dalla legge.
E c’è un’altra distinzione fondamentale: il fatto che l’incesto consensuale tra adulti non sia un reato non elimina le leggi contro gli abusi sessuali. Quando sono coinvolti minori, manca il consenso, si verifica coercizione o sono presenti determinati rapporti di autorità, entrano in gioco altri reati e tutele giuridiche.
Ecco perché una mappa mondiale può essere fuorviante se si limita a dividere i paesi in «legali» e «illegali».
La stessa condotta tra adulti può non costituire un reato specifico in un paese, eppure essere punibile espressamente con la reclusione appena oltre il confine.
