Il 19 agosto 1999, una fotografia scattata durante un intervento di chirurgia fetale a Nashville, nel Tennessee, fece il giro del mondo. Mostrava una minuscola mano che spuntava dall’utero e sembrava chiudersi attorno al dito del chirurgo. Il bambino era Samuel Armas, che si trovava a sole 21 settimane di gestazione.

A Samuel era stata diagnosticata la spina bifida, una malformazione congenita che influisce sullo sviluppo della colonna vertebrale. I medici del Vanderbilt University Medical Center lo operarono mentre era ancora nell’utero della madre, con l’obiettivo di riparare la lesione.

Il fotografo Michael Clancy stava documentando la procedura quando catturò quel momento. L’immagine fu soprannominata «La mano della speranza» («La mano della speranza») e divenne una delle fotografie mediche più note degli ultimi decenni.

Sebbene si sia spesso detto che Samuel «afferrò» volontariamente il dito del medico, la sola fotografia non permette di stabilire con precisione che cosa sia accaduto. Quello che si vede è la mano del bambino attorno al dito del chirurgo, in una scena durata solo pochi istanti.

Samuel nacque il 2 dicembre 1999, a 36 settimane di gestazione. Nel corso degli anni, la fotografia continuò ad accompagnarlo, e alla fine fu lui stesso a parlare del significato che aveva avuto nella sua vita.

«Quando vedo quella foto, la prima cosa a cui penso è quanto io sia speciale e fortunato per il fatto che Dio si sia servito di me in quel modo», disse Samuel in un’intervista del 2009.
Da adolescente, giocò anche a basket in carrozzina. La fotografia che aveva mostrato la sua mano prima che nascesse finì per essere soltanto l’inizio di una storia che Samuel avrebbe continuato a scrivere nei decenni successivi.
