Teresa ha 102 anni. È seduta accanto a un letto d’ospedale, da qualche parte in Colombia, e con la mano tremante accarezza il volto di un uomo di 82 anni.

A chiunque entri in quella stanza, l’uomo appare anziano. I suoi capelli sono bianchi, la sua pelle è segnata e un respiratore lo aiuta a respirare. Ma Teresa non lo vede così.
Lo guarda, gli sistema i capelli all’indietro con le dita e parla piano, come se non volesse svegliare nessuno: «Sua madre Teresa gli parla».
Poi arriva la parola che cambia tutto. «Pisolo». È così che lo chiamava quando era bambino, quando non aveva ancora nemmeno cinque anni e si addormentava in ogni angolo della casa.
Otto decenni dopo, quello stesso soprannome torna sulle sue labbra, con lo stesso tono, con la stessa pazienza. Il corpo di suo figlio è invecchiato. Il modo in cui lei lo chiama non è cambiato.

Il video dura appena 24 secondi. Ma basta per capire qualcosa che quasi nessuno dice ad alta voce: si può arrivare a 82 anni, avere nipoti, avere un’intera vita alle spalle ed essere ancora, per la propria madre, lo stesso bambino che ha imparato a camminare davanti a lei.
Teresa non stava dicendo addio a un uomo anziano. Stava dicendo addio al suo bambino.

Finché una madre è viva, l’età non conta: c’è sempre qualcuno che aspetta di dire «Pisolo» ancora una volta. 🕊️
