Il 16 marzo 1809, mentre Napoleone si preparava alla guerra contro l’Austria, un messaggio militare cifrato partì da Parigi. La prima riga era in francese corrente. Le altre 24 erano un groviglio geroglifico di numeri a due cifre, lettere e simboli.

Secondo Euronews, l’imperatore non lo scrisse di suo pugno: il messaggio proveniva dal quartier generale del figliastro Eugène de Beauharnais, viceré d’Italia, per ordine di Napoleone, ed era destinato al generale Auguste de Marmont, le cui truppe si trovavano in Dalmazia, nell’attuale Croazia. La guida per decifrarlo andò perduta e, secondo quanto riportato dai media, nessuno lo lesse più per 217 anni.

Fino a oggi. Carter Church, ingegnere della sicurezza informatica di SentinelOne, afferma di aver fornito a GPT-6 Astra una sola immagine e un solo prompt. Si trattava di una riproduzione a bassa risoluzione del 1969, con circa 1,300 segni disegnati a mano. Secondo il suo blog, il modello ha diviso il foglio in righe, letto ogni segno, stabilito quali dei 175 fossero in realtà lo stesso simbolo scritto due volte, e solo allora ha iniziato a decifrare il codice. Il tutto in circa sei ore.
Secondo The Telegraph, il testo parla dei movimenti e del numero delle truppe francesi e austriache alla vigilia della guerra. Per ora, la scoperta resta un’affermazione di Church, senza verifica indipendente.
