LETTERA DI UN PADRE A SUA FIGLIA CHE COMPETE CONTRO DONNE TRANS

Por Diego Aguirre
7 August, 2026

Una lettera di un padre a sua figlia ✍️

“Figlia mia, ti ho vista arrivare ultima e non hai detto nulla. Ti allacciavo le scarpe quando avevi cinque anni, e oggi non so come riparare il tuo cuore.

Quello che provo non è odio. È una semplice domanda: perché stai gareggiando contro qualcuno nato con un corpo diverso dal tuo e, per di più, ti chiedono di sorridere?



Non me lo sono inventato. Lo dice lo stesso Comitato Olimpico, che ora cerca di proteggere lo sport femminile. Lo dicono 27 stati degli Stati Uniti; lo hanno già vietato nelle scuole. Lo dice un giudice della Corte Suprema, definendo questo dibattito un gioco a somma zero: se uno vince, l’altro perde. E l’altra, figlia, sei sempre stata tu.

Ti sei allenata dall’età di sette anni. Mattine presto, infortuni, un sogno costruito con le tue mani. Nessuno ti ha dato nulla. Eppure, la gara era persa prima dello sparo di partenza.



Non ti sto chiedendo di odiare nessuno. Ti sto chiedendo di capire che pretendere giustizia non è crudeltà. È difendere l’idea che il tuo impegno debba contare quanto quello di chiunque altro. Spero che lo sport torni a essere il luogo in cui vince chi ha corso più veloce, non chi è partito con un vantaggio.

Fino ad allora, figlia, resterò sugli spalti. Ad applaudirti, anche se il tabellone dice il contrario”.

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