Nel 2013, sotto giuramento davanti al Senato francese, l’allora ministra dello Sport, Marie-George Buffet, assicurò che i controlli antidoping sulla nazionale non erano mai stati interrotti.

Ma nel 2026, davanti alle telecamere per un documentario su Zidane, ha cambiato completamente versione. Tutto iniziò nel 1997, durante un ritiro a Tignes, quando un test a sorpresa diede risultati negativi.

Tuttavia, suscitò un’enorme rabbia all’interno della squadra e da parte di Aimé Jacquet. Secondo il medico Alain Garnier, responsabile di quei controlli, l’ordine arrivò in seguito ed era verbale: non disturbare più la squadra fino ai Mondiali del 1998.
Alla fine, la Francia sollevò il trofeo dopo aver sconfitto il Brasile 3-0 allo Stade de France. Buffet ora lo definisce «un passo indietro» nella lotta contro il doping. Non ci sono prove di irregolarità tra i giocatori, ma la rivelazione riapre una questione rimasta sopita per quasi 30 anni.
