
A Kaktovik, in Alaska, tutti conoscono Fat Albert. È un orso polare maschio che pesa quasi 680 chili, ben al di sopra della media della specie, e cammina così lentamente che sembra che ogni passo richieda uno sforzo di livello olimpico.
Il suo segreto non è un mistero: i cacciatori locali tendono a lasciare grasso e carne di balena a qualche chilometro dal villaggio, e Fat Albert ha scoperto che questo buffet gratuito è molto più comodo che inseguire le foche sul ghiaccio. Così, mentre gli altri orsi polari diventano più magri a causa dello scioglimento dei ghiacci artici, lui ha trovato un modo per vivere da re senza muovere un muscolo più del necessario.


Non è l’orso polare più pesante mai registrato —quel titolo appartiene a un esemplare cacciato nel 1960 che raggiunse 1.000 chili—, ma da quando il fotografo Edward Boudreau lo ha fotografato, Fat Albert è diventato una celebrità involontaria dell’Artico. Un’ironia con le gambe: nel pieno della crisi climatica, c’è un orso che ha deciso di risolvere il problema mangiando troppo.
