
Maureen Leianuhea Kelly, che tutti chiamavano Anu, aveva 19 anni quando decise di addentrarsi nuda nel bosco. Era una domenica di giugno del 2013, intorno alle cinque del pomeriggio, in un tratto ripido vicino al Canyon Creek Campground, nello Stato di Washington. Portava con sé solo un marsupio con un coltello, una bussola e dei fiammiferi. Quella notte, la temperatura scese tra i 7 e i 9 gradi, con pioggerellina.
Le sue impronte a piedi nudi attraversavano un ruscello e risalivano dall’altra parte, finché all’improvviso scomparvero sull’asfalto di una strada forestale asfaltata. È lì che terminano tutte le prove fisiche di Anu: nessun’altra traccia, nessun vestito, nessun marsupio, niente. Eppure, la ricerca ufficiale fu chiusa appena sei giorni dopo, il 15 giugno 2013.
Fu la pressione della sua famiglia e dei suoi amici a costringere le autorità a riprendere brevemente le ricerche, senza risultati. Tredici anni dopo, mentre alcuni dei suoi amici—come Yazmin e Amanda Ziegler—sostengono che Anu abbia scelto di non tornare nell’ambito della sua ricerca spirituale, la domanda a cui nessuno risponde è invece un’altra: perché l’indagine su una giovane donna dispersa in un ambiente ostile fu abbandonata così rapidamente?
