«Mi sono appena clonato… come un neonato»: Bryan Johnson, 48 anni, afferma di essersi clonato per usare il clone come donatore di sangue e organi 🧬

Por Alexander López
28 July, 2026

Bryan Johnson, 48 anni, l’imprenditore ossessionato dall’idea di vivere per sempre, ha appena annunciato qualcosa che sembra uscito direttamente da un film di fantascienza.

Su X ha scritto, testualmente: «Mi sono appena clonato… come un neonato».Gli ha dato un nome: Baby Bryan. E in questo momento, dice, esiste dentro una capsula di Petri in qualche laboratorio.

Il piano non è carino; è clinico. Johnson vuole che quella versione cellulare di sé diventi il suo donatore personale di sangue.

Poi arriverebbero terapie sperimentali. E in seguito, con le sue stesse parole, organi sostitutivi coltivati dalle sue stesse cellule.

Gli scienziati si sono affrettati a riportare la questione con i piedi per terra: non si tratta di vera clonazione umana, bensì di una tecnica chiamata iPSC, che riprogramma le cellule adulte a uno stato simile a quello embrionale, e che è valsa allo scienziato giapponese Shinya Yamanaka il Premio Nobel nel 2012.

La verità è che Johnson ha fatto questo annuncio settimane dopo aver rivelato di soffrire di una malattia autoimmune incurabile.

Ed è qui che il fascino morboso diventa inevitabile: fino a che punto è disposto a spingersi per evitare di morire?

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